I Sognatori
← Sognatori in Crescita · Parole in crescita

Autosvezzamento: le 7 cose che abbiamo imparato con Samuel

La nostra esperienza con l'autosvezzamento: come abbiamo iniziato, i dubbi, i segnali da osservare e le sette cose fondamentali che abbiamo imparato con Samuel.

Crescere insiemeRossella Iacono, logopedista3 minuti di lettura

All'inizio avevamo mille dubbi. Intorno a noi tutti facevano lo svezzamento tradizionale: pappe, omogeneizzati, tabelle precise da seguire settimana per settimana. Sembrava la scelta più sicura, quella giusta.

Ma sentivamo che per Samuel volevamo qualcosa di diverso. Volevamo che il cibo fosse gioia e scoperta, non un dovere. Che potesse conoscerlo con le mani, con la bocca, con curiosità e con i suoi tempi.

Così abbiamo iniziato a informarci, con libri e corsi, e a sei mesi e mezzo abbiamo cominciato a proporgli diversi cibi.

I primi tempi

All'inizio Samuel non mangiava davvero. Toccava, annusava, schiacciava, manipolava il cibo e alla fine buttava tutto per terra. Ed era giusto così: il latte lo nutriva, e lui intanto stava imparando.

Dopo qualche settimana ha cominciato ad assaggiare per davvero, a scoprire sapori e consistenze nuove. È lì che ci siamo resi conto che la fiducia che gli stavamo dando stava dando i suoi frutti.

La parola a Rossella: le 7 cose che abbiamo imparato

1. Osserva il bambino e capisci quando è davvero pronto

Non è solo una questione di età. Il bambino deve stare seduto in modo stabile, aver perso il riflesso di estrusione (quello che lo porta a spingere fuori con la lingua tutto ciò che entra in bocca) e mostrare interesse per il cibo, per esempio guardandovi mangiare o allungando le mani verso il piatto.

2. Il latte resta la base

Fino ai 12 mesi il latte resta l'alimento principale. Il cibo solido, all'inizio, serve soprattutto per esplorare. Sapere questo toglie tanta ansia.

3. Lascialo fare da solo

Non avere paura se si sporca. Sporcarsi fa parte del percorso. Mangiando da solo sviluppa autonomia, coordinazione e fiducia in se stesso, tutto insieme.

4. Non forzarlo

Tu offri, lui decide quanto mangiare. Senza grammature imposte. È così che impara ad ascoltare i segnali del proprio corpo e a capire quando è sazio.

5. Mangiate insieme

Vedervi a tavola lo aiuta a partecipare, a imitare e a condividere un momento importante della giornata. Per me, da logopedista, è anche uno dei momenti migliori per parlare: nominare i cibi, descrivere i sapori, raccontarsi la giornata.

6. Vivi il pasto con serenità

Non è una gara a chi mangia di più. È un momento di presenza e di scoperta. Se tu sei tranquilla, lo sarà anche lui.

7. Fai un corso di primo soccorso pediatrico

Qualsiasi metodo tu scelga, un corso di primo soccorso pediatrico, con le manovre di disostruzione, ti darà sicurezza e consapevolezza. È il consiglio che darei a tutti i genitori, a prescindere dallo svezzamento.

Autosvezzamento e linguaggio

C'è un legame che forse non ti aspetti. Masticare cibi di consistenze diverse allena i muscoli di bocca, lingua e mandibola, gli stessi che usiamo per parlare. Anche per questo, quando il bambino è pronto, è importante non restare troppo a lungo solo su cibi frullati.

Alla fine

Non esiste un metodo giusto o sbagliato. Esiste quello che senti giusto per te, per il tuo bambino e per la tua famiglia. Informati, e poi fidati.

Vuoi ricevere la nostra guida sull'autosvezzamento? La trovi nel gruppo dei Sognatori.


Questi contenuti raccontano la nostra esperienza e hanno uno scopo informativo. Prima di iniziare lo svezzamento confrontati sempre con il pediatra.