Bambini e schermi: quanto tempo, a che età e sei regole per un uso consapevole
Le indicazioni di OMS e pediatri sul tempo davanti agli schermi, perché influiscono sul linguaggio e sei consigli pratici di una logopedista per gestirli in famiglia.
Lo sappiamo bene: il telefono è sempre lì, e in certi momenti sembra l'unica soluzione. Un bambino che piange al ristorante, un volo lungo, una cena in cui vorresti solo cinque minuti di pace. Ci siamo passati anche noi, soprattutto in viaggio. Proprio per questo abbiamo chiesto a Rossella di mettere un po' d'ordine su un tema di cui si parla tanto e spesso in modo confuso.
La parola a Rossella
Nel mio lavoro vedo spesso che molte difficoltà di linguaggio dei bambini hanno a che fare con l'uso degli schermi. Li usiamo per intrattenerli quando piangono, mentre mangiano, nei momenti vuoti della giornata. È comprensibile, ma è anche una delle scelte che pesano di più sul loro sviluppo. Ti spiego perché.
Cosa dicono gli esperti
L'Organizzazione Mondiale della Sanità e la Società Italiana di Pediatria danno indicazioni abbastanza chiare:
- sotto i 2 anni è meglio evitare del tutto l'esposizione agli schermi;
- tra i 2 e i 5 anni il tempo davanti agli schermi dovrebbe restare sotto l'ora al giorno;
- tra i 5 e gli 8 anni sotto le due ore al giorno.
Sono indicazioni pensate per proteggere i bambini in una fase in cui il cervello si sviluppa velocissimo.
Perché sono un problema
Gli schermi possono creare difficoltà di attenzione e disturbare il sonno. Tolgono tempo al gioco e al movimento, che sono il modo in cui si sviluppano creatività e abilità motorie.
Soprattutto, rallentano lo sviluppo del linguaggio. Il motivo è che sostituiscono il dialogo e l'interazione diretta. Un video parla al bambino ma non gli risponde, non aspetta il suo turno, non si accorge se ha capito. Il linguaggio invece cresce proprio in quello scambio continuo con un adulto che ascolta e risponde.
Sei consigli per un uso consapevole
1. Niente schermi durante i pasti. Il pasto è uno dei momenti migliori per parlare con i bambini. Si racconta la giornata, si nominano i cibi, ci si guarda.
2. Non usarli per farli addormentare. La luce e il ritmo dei video rendono più difficile rilassarsi. Meglio un libro, una canzoncina, una coccola.
3. Stabilisci un limite giornaliero e rispettalo. Deciderlo prima evita di trattare ogni volta. Anche i bambini si abituano in fretta a una regola chiara.
4. Proponi delle alternative. Disegni, libri, giochi da tavolo, giochi all'aperto. Spesso il bambino chiede lo schermo perché non ha altro a portata di mano.
5. Guardali insieme a lui. Quando lo schermo c'è, stai con lui. Commenta quello che vedete, fai domande, collega quello che guarda alla realtà: "guarda, un cane, come quello della nonna!".
6. Crea zone senza schermi. La cucina e la cameretta, per esempio. Sono spazi dedicati al gioco, al riposo e allo stare insieme.
Lo so che non è facile in un mondo pieno di dispositivi. Non serve essere perfetti, serve essere consapevoli e fare un passo alla volta.
E noi in viaggio?
Sui voli lunghi e nei trasferimenti la tentazione c'è, inutile negarlo. Quello che abbiamo imparato è prepararci prima: uno zainetto con libri piccoli, qualche gioco nuovo che Samuel non ha mai visto, adesivi, carta e pastelli. Funziona più di quanto pensavamo, e spesso il viaggio stesso diventa il gioco: guardare dal finestrino, contare gli aerei, raccontarsi cosa vedremo all'arrivo.
E tu come gestisci gli schermi con il tuo bambino? Raccontacelo nel gruppo dei Sognatori.
Questi consigli hanno uno scopo informativo e non sostituiscono il parere del pediatra o di un logopedista che conosce il tuo bambino.
Fonti
- OMS, Linee guida su attività fisica, comportamento sedentario e sonno nei bambini sotto i 5 anni (2019)
- Società Italiana di Pediatria, raccomandazioni su bambini e media device