Senza pannolino dalle prime settimane? La nostra esperienza con l'elimination communication
Come abbiamo provato l'elimination communication con Samuel da quando aveva due settimane, cosa abbiamo imparato e perché aiuta anche la comunicazione tra genitore e bambino.
Quando lo raccontiamo, la reazione è quasi sempre la stessa: "ma davvero?". Sì, davvero. Quando Samuel aveva appena due settimane abbiamo deciso di provare l'elimination communication, un approccio che riduce l'uso del pannolino partendo dall'osservazione del bambino. Non è stato perfetto, non lo è tuttora, ma è una delle scelte di cui siamo più contenti. Ve lo raccontiamo come l'abbiamo vissuto.
Come è andata
Dopo pochi giorni abbiamo iniziato a notare dei segnali precisi che arrivavano prima che Samuel facesse la cacca. A volte si agitava e faceva delle smorfie, altre volte al contrario diventava fin troppo silenzioso.
Quando lo vedevamo pronto, lo posizionavamo delicatamente sul water tenendolo con le mani. All'inizio ovviamente non andava sempre a buon fine. Dopo qualche giorno però abbiamo cominciato a capire il suo ritmo e i suoi segnali.
Oggi Samuel usa il water per la cacca, mentre per la pipì indossa ancora il pannolino. È un percorso, non una gara.
La parola a Rossella
Cos'è l'elimination communication
È un metodo in cui il genitore impara a riconoscere i segnali che il bambino dà quando sta per fare i suoi bisogni, e lo aiuta a farli fuori dal pannolino. Si basa su un'idea semplice: anche un neonato comunica, a modo suo, e noi possiamo imparare ad ascoltarlo.
I benefici che abbiamo visto
Meno pannolini. Quindi meno rifiuti e anche un bel risparmio.
Meno irritazioni. La pelle del bambino resta meno a contatto con pipì e cacca e respira di più.
Una routine più consapevole. Ti porta a organizzare la giornata ascoltando i bisogni reali del bambino.
Perché ne parlo da logopedista
C'è un aspetto che mi sta molto a cuore. Questo metodo migliora la comunicazione tra bambino e genitore. Ti allena a osservare e a rispondere ai suoi segnali non verbali, e questa capacità è fondamentale per lo sviluppo del linguaggio.
Il bambino, dal canto suo, scopre che può esprimersi e farsi capire. Sente che i suoi segnali hanno un effetto, che qualcuno li raccoglie. È la base di una comunicazione fatta di fiducia e collaborazione, la stessa da cui poi nasceranno le prime parole.
Se vuoi provarci
- Inizia con calma, magari in un momento della giornata in cui sei più tranquilla, per esempio al risveglio.
- Osserva per qualche giorno senza aspettative: smorfie, agitazione, silenzi improvvisi, pause durante la poppata.
- Non vivere gli "incidenti" come fallimenti. Fanno parte del percorso.
- Puoi usarlo anche solo in parte, insieme al pannolino. Non deve essere tutto o niente.
E in viaggio?
Diciamolo: in viaggio è più difficile, e ci sono giorni in cui il pannolino è semplicemente la scelta più pratica. Va bene così. Quello che resta, anche nei giorni più caotici, è l'abitudine di osservarlo e di ascoltarlo.
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Questi contenuti raccontano la nostra esperienza e hanno uno scopo informativo. Per qualsiasi dubbio sulla salute del tuo bambino confrontati con il pediatra.